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  Ricca di boschi e di estesi prati, di acque scorrenti, di minuscoli laghi in cui si specchia il cielo, di montagne aspre o dolci, la Carnia, non ancora toccata dal turismo di massa, è luogo ideale per chi predilige vacanze di tutto riposo al fine di ritemprare il fisico e lo spirito. Il quale può trovare godimento, oltre che nelle bellezze paesaggistiche, in ciò che l’uomo ha saputo nel tempo creare ed adattare al territorio. Borghi rurali con case in pietra ingentilite da arcate o da ballatoi in legno o in tufo si integrano perfettamente nel paesaggio: a Pesariis, una serie di edifici in pietra elegantissimi, a Forni di Sopra, le caratteristiche case a più piani con ballatoi in legno come a Sauris, il paese più alto della regione, dove si usa ancora una parlata tedesca di antichissima origine, a Povolaro di Comeglians, edifici nobili come palazzi ma anche ad Ampezzo, Raveo, Ovaro, Socchieve. Nelle chiese, parrocchiali o votive che siano, val la pena di andare alla scoperta dei tanti tesori d’arte che ancora conservano. Affreschi rinascimentali di Gianfrancesco da Tolmezzo si incontrano nelle chiesette di S. Floriano a Forni di Sopra, S. Lorenzo a Forni di Sotto, S. Martino a Socchieve e in una cappelletta a Nonta; del suo allievo naïf Pietro Fuluto a Colza, Osais, Mione,Luint,Liariis: sgrammaticati, talvolta, ripetitivi, ma più spesso ricchi di ingenua poesia. Nella parrocchiale di Forni di Sopra polittico ligneo di Domenico da Tolmezzo, nelle due chiese di Sauris altari lignei, intagliati, dipinti e dorati da scultori tirolesi, Michele Parth e Nicolò da Brunico, ad indicare l’apertura culturale della Carnia (ivi compresa l’isolatissima Sauris) ai paesi confinanti.A Pesariis, da vedere due piccoli musei,quello della casa carnica in Casa Bruseschi e quello dell’orologio, nello “Stavolo da Bertola”, per ricordare che fin dal 1725 nell’incantevole val Pesarina si producevano orologi destinati alle torri civiche e campanarie.

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