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Adulti
Bambini
Superficie:
  • 41,52 kmq
Altitudine:
  • 1,212 mt. SLM
Abitanti:
  • 414
Municipio:
  • Fraz. Sauris di Sotto
  • 33020 - Sauris (UD)
Frazioni - Località:
  • La Maina, Lateis, Sauris di Sopra, Sauris di Sotto
Website
Mappa:

Situato in un conca bellissima circondata da alte, selvagge montagne, a più di 1200 metri d’altezza (che lo rende il comune più alto del Friuli) Sauris ha maturato in secoli di isolamento, prima che una arditissima strada costruita tra il 1915 ed il 1930 lo collegasse ad Ampezzo, sue precise caratteristiche, ambientali ed umane. Qui si rifugiarono in un remoto passato (probabilmente nel XII secolo) popolazioni provenienti dalla Carinzia, ed è infatti un’antica parlata “tedesca” quella che ancora vi si pratica. Nel dialetto locale, Sauris è detto Zahre. Anche le architetture tipiche risentono della tecnica costruttiva tedesca: sono stavoli realizzati in pietra nella parte inferiore e in legno in quella superiore, con il fienile costituito da tronchi sovrapposti che si incastrano tra di loro agli angoli (tecnica del blokbau), e copertura in scandole di legno. In una di queste costruzioni ha ora sede il locale Centro etnografico. Sauris è da sempre legato al culto di S. Osvaldo di Nortumbria, cui è stato dedicato il Santuario in cui si conserva il dito pollice del Santo. In stupenda zona alpina, a 1212 metri sul livello del mare, il Santuario, un tempo frequentatissimo, è abbellito da una delle opere d’arte più importanti della Carnia, l’altare ligneo a sportelli (flügelaltar) di Nicolò da Brunico (1524) che ancora conserva doratura e policromia originali. Insolito nell’iconografia, è ricco di numerosissime figure intagliate con notevole gusto, secondo modelli stilistici cari agli intagliatori atesini del primo Cinquecento, e con grande amore per la scenografia. Figure a tutto tondo (al centro dell’altare, ad esempio, i santi Osvaldo, Pietro e Paolo) si alternano a bassorilievi ed a dipinti, statue isolate a scene sacre tratte dal Nuovo Testamento in cui viene dato spazio non soltanto all’elemento umano ma anche al paesaggio. Degli altri altari lignei del santuario, da ricordare quello della Madonna della Cintura, che presenta una policromia “bianco e oro” ed è dovuto ad Eugenio Manzani (1730). Anche la chiesetta di S. Lorenzo a Sauris di Sopra, costruzione di tipo gotico austriaco quattro cinquecentesco con caratteristico campanile addossato alla navata sinistra, conserva un bell’altare ligneo, un flügelaltar intagliato e dipinto da Michele Parth nel 1551. Nella parte centrale accoglie l’Ultima Cena in bassorilievo e negli sportelli, in rilievo più tenue, l’Ingresso in Gerusalemme e La preghiera nell’orto. A sportelli chiusi, le figure dell’Annunciazione, dipinte così come è dipinta la predella con gli episodi biblici del serpente di bronzo e della caduta della manna. L’impostazione delle scene, la tecnica esecutiva, l’abbondante uso dell’oro e di vivaci colori rendono l’opera quanto mai piacevole. È ormai entrato a far parte del paesaggio saurano il grande lago creato dallo sbarramento del torrente Lumiei nel quale si specchiano le montagne circostanti; ma esistono sui monti intorno a Sauris anche i piccoli, incantevoli laghi naturali di Festons, Malins e Mediana, in gran parte invasi dalla vegetazione palustre, mete di piacevoli gite.

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